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La rivoluzione del digitale terrestre 2.0

Digitale terrestre di seconda generazione

Scene di isteria collettiva… è in arrivo il digitale terrestre di seconda generazione!

Ah, ok… ma in pratica che succede?

Non so a te, ma a tanti sono girate le scatole, considerato che appena abbiamo iniziato a familiarizzare con il digitale terrestre, il cosiddetto DVB-T (che ha sostituito integralmente l’analogico nel 2012), ecco che già in Europa si pensava a rinnovarlo completamente.

La normativa europea sul digitale terrestre DVB-T2

Le decisioni prese a Bruxelles prevedono infatti che, a partire dal 30 giugno 2020, le trasmissioni televisive debbano essere trasferite sul DVB-T2, il digitale di seconda generazione.

A dire il vero, in un primo tempo la data fissata per il passaggio al nuovo digitale era il 2022, in seguito però si è optato per un anticipo di due anni.

Ma perché tanta fretta di innovare?

La risposta è semplice: per liberare la velocissima banda larga 700, attualmente utilizzata dal DVB-T e che invece verrà riservata alla telefonia mobile di ultima generazione, con i servizi 4G e i primi 5G, il cui debutto è proprio previsto all’inizio del nuovo decennio.

I problemi dell’Italia

Liberare la larga banda 700 costituirà un problema per l’Italia in quanto vi sono ben sei reti televisive che la occupano e che sono in possesso di un diritto di concessione fino al 2032.

Probabilmente esse richiederanno non solo una nuova frequenza, ma avranno diritto anche a un risarcimento per il finale anticipato della concessione e, si presume, che il governo italiano potrà richiedere una dilazione per l’applicazione del nuovo DVB-T2.

In effetti, il rapporto Lamy, prevede che gli stati membri possano avvalersi di un periodo di due anni per adeguarsi, ma di certo non si potrà andare oltre il 2022 e dunque, al massimo entro quella data, anche nel Bel Paese si passerà al digitale di seconda generazione.

Ce la faremo? Chissà, intanto in occasione dell’Internet Day del 29 Aprile (che celebrava i 30 anni di Internet in Italia) il premier Matteo Renzi ha annunciato: “Porteremo la banda larga anche nelle zone più sfigate“.

La rivoluzione del digitale terrestre cosa comporterà per i consumatori?

Innanzitutto è necessario sapere che ci sarà il cosiddetto switch off, quindi i televisori e i decoder che ora possediamo non saranno più in grado di sintonizzarsi sul nuovo DVB-T2.

Calma e sangue freddo però. Perché già a partire dal 1° luglio 2016 verranno immessi sul mercato apparecchi in grado di ricevere i segnali del nuovo digitale e, dal 1° gennaio 2017 si troveranno in vendita solo televisori pensati esclusivamente per il digitale di nuova generazione.

Devo dunque buttare via il mio vecchio televisore?

Al momento assolutamente NO e, poiché abbiamo ancora alcuni anni davanti, è molto probabile che quando si passerà al DVB-T2 gli apparecchi che oggi possediamo siano ormai obsoleti e siano già stati sostituiti.

Il problema che dovremo affrontare noi consumatori è però un altro, ovvero quello del codec video.

Cos’è il codec video?

Il codec è il programma che permette di comprimere i dati per la codifica del flusso video, ma al momento non si è ancora stabilito quale utilizzare.

Si propende per lo standard H.265/HEVC, che dovrebbe fornire una visione più nitida e che è in grado di supportare anche l’ultra HD, tuttavia in Francia si è scelto il codec H.264/MPEG4.

Senza scendere in ulteriori dettagli che renderebbero il discorso eccessivamente tecnico, ciò che devi sapere è che alcuni televisori che oggi sono predisposti per ricevere il segnale digitale di nuova generazione non sarebbero in grado di ricevere i segnali dei canali che trasmettono in HEVC, ma solo quelli in MPEG4, perché i due codec richiedono processori di tipo diverso.

Il dilemma risiede quindi nel capire quale televisore scegliere, dilemma che tocca però solamente coloro che si trovano a dover cambiare il loro apparecchio nell’immediato, visto che al momento non è ancora stato deciso il codec.

Ecco perché si può tranquillamente comprare una TV senza digitale terrestre di seconda generazione, si rischierebbe addirittura di doverla ricambiare perché non si sono messi d’accordo sul tipo HEVC!


Se vuoi cambiare TV ci sono fattori più importanti di questo in gioco: leggi Come scegliere un TV nuovo.


Il prossimo futuro delle televisioni

Attualmente le reti televisive non dimostrano grande entusiasmo per il digitale di nuova generazione e non paiono intenzionate a investire in questa nuova tecnologia.

C’è anzi la possibilità che decidano di trasmettere via satellite e, in questo caso, il passaggio ai nuovi televisori non sarebbe necessario.

Ok, ma io che devo acquistare un nuovo televisore proprio ora, che faccio?

È chiaro che devi orientarti verso i modelli predisposti per il DVB-T2, modelli che comunque permettono di ricevere i segnali del DVB-T (il digitale che oggi vediamo). Per quel che riguarda il codec invece la scelta migliore sarebbe quella di televisori forniti di entrambi i processori (HEVC e MPEG4).

Intanto rimaniamo in attesa di scoprire le nuove evoluzioni…


E tu? Avevi sentito la notizia? Che ne pensi? Scrivimi nei commenti sotto! Grazie e al prossimo mercoledì 😀


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